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UTILIZZO BIOSCOPE : CONSIDERAZIONI e
RISCONTRI..
Questa newsletter illustra
l’utilizzo dell’analizzatore Bioscope presso l’impianto di
depurazione di Brembate della Società Hidrogest spa con sede in provincia
di Bergamo.
La sopra citata azienda si occupa del ciclo integrato dell’acqua, nel
comprensorio denominato "L’Isola" e in paesi limitrofi,sempre
in provincia di Bergamo.
I comuni serviti sono circa 30 ed in maniera specifica l’impianto di
depurazione che raccoglie le acqua reflue, è stato avviato verso la metà
degli anni ’90.
Nel corso del successivo decennio ha visto alcune modifiche sostanziali
conseguentemente al raddoppio di potenzialità.
Caratteristiche impiantistiche.
L’impianto ha una
potenzialità di 179.000 a.e., e per la parte di ossidazione e suddiviso
in due linee in parallelo con flusso a pistone, le quali utilizzano
diversi sistemi di ossigenazione.
La prima linea utilizza una tecnologia che prevede l’insufflazione di
ossigeno puro in un pacco miscelatore.
Ciò permette il di scioglimento del gas nel fango aspirato dal fondo
della vasca e successivamente la sua reimmissione sul fondo tramite dei
flow-jet.
La seconda linea alterna il sistema suddetto, a sezioni con insufflazione
di aria tramite piattelli a micro bolle.
La totalità della parte ossidativa è controllata da un sistema di
supervisione che si avvale di 6 sonde per ossigeno disciolto, le quali
comandano in maniera indipendente l’erogazione di aria o ossigeno a
seconda di set points stabiliti.
Schema sinottico dell’impianto.
L’esperienza e l’utilizzo di
Bioscope.
La necessità di gestire in
maniera quasi puntiforme l’erogazione dell’ossigeno puro in tutto il
bacino ossidativo, ed il contenimento dei costi di utilizzo, ha permesso
di trovare interessante la proposta di avvalersi di Bioscope quale
strumento essenziale per l’analisi della capacità di consumo di
ossigeno della massa batterica.
Lo strumento viene utilizzato per ogni sezione ossidativa, facente
riferimento ad una sonda di ossigeno disciolto.
Dall’analisi dei grafici viene dedotto il consumo di ossigeno per ogni
sezione ed il punto critico di ossigeno disciolto sotto il quale la
respirazione si arresta. Inoltre dall’interpretazione del grafico
estrapolato dal software dedicato, si può ricostruire il punto al di
sotto del quale si ha l’inizio della flessione dell’efficienza di
nitrificazione.
Nella parte successiva
vengono mostrati alcuni grafici esemplificativi, con diverse situazioni
verificatesi nel corso dell’esercizio impiantistico.
CASO 1
Condizioni meteo: pioggia
T° in vasca: 12,3 °C
Sezione impiantistica: linea 1 ad ossigeno puro. 
Nel primo grafico ,
E’ riportato l’ andamento lungo il tempo del consumo di ossigeno
Secondo grafico:
E’ una elaborazione del precedente grafico per il calcolo del punto
critico di ossigeno disciolto.
Dal grafico si può notare come al di sotto del punto di intersezione fra
la retta (0,9 mg/l) e la funzione, il tasso di respirazione inizi a
decrescere e scenda sotto il 100%.
Al di sopra di 0,9 mg/l la funzione si appiattisce indicando che il set
point per l’ossigeno disciolto dovrà essere intorno a 1 mg/l.
Ciò che varierà in questo caso è la quantità di ossigeno erogata (kg/mc/h)
per mantenere il set point trovato.
Il punto critico individuato ( riportato nella finestrella di sinistra),
indica il minimo di ossigeno per cui l’efficienza di nitrificazione
scende rapidamente.
CASO 2/A
Condizioni meteo: sereno
T° in vasca: 16,8 °C
Sezione impiantistica: linea 1 ad ossigeno puro. Inizio flusso a pistone.
 
CASO 2/B
Condizioni meteo: sereno
T° in vasca: 16,8 °C
Sezione impiantistica: linea 1 ad ossigeno puro. Termine flusso a pistone.
 
Confrontando le due
situazioni A e B del caso 2 si nota una differenza tra la pendenza del
tasso di respirazione, ove in A risulta più inclinata.
Questo è dovuto al fatto che la posizione della sezione di vasca ad
inizio trattamento porta ad un consumo maggiore di ossigeno per la
presenza di più carico organico.
La situazione B, essendo alla fine del trattamento, fa si che l’
ossigeno utilizzato sia quasi esclusivamente per la parte di respirazione
endogena. In entrambi i casi il punto critico di ossigeno disciolto
risulta essere 0,4 mg/l, cambiando solamente la portata di ossigeno per le
due zone.
Considerazioni.
L’utilizzo di Bioscope ha
permesso alla società Hidrogest di ottimizzare il processo analitico e
gestionale di erogazione dell’ossigeno.
Prima dell’utilizzo della strumentazione i set- points erano pressoché
identici nelle varie sezioni, e i consumi di ossigeno si attestavano
intorno a 8500 mc/giorno.
Con le nuove regolazioni ottenute dall’interpretazione dei risultati
strumentali, ogni sezione ha set-points diversi e portate di ossigeno
diverse, con un decremento da inizio a fine del processo.
Le portate di ossigeno sono quindi passate a 7000 mc/giorno di media.
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