Nr.2 Marzo 1997 |
Analisi delle acque
La rilevazione degli olii nelle Acque con il FLOCOMAT
Scopo del lavoro.
Secondo la legge tedesca in materia di acque, la "Wasserhaushaltsgesetz", ogni persona e tenuta a prendere le necessarie precausioni onde prevenire, in relazione alle situazioni specifiche, linquinamento delle acque.
Per questa ragione in Germania si e reso necessario il controllo in continuo dellolio sulle acque in uscita deagli impianti dove sono possibili fuoriuscite di olio in caso di malfunzionamento nellimpianto stesso.
Generalmente lacqua alluscita degli impianti, i cui processi utilizzano oli, non e unacqua estremamente pulita, ma piuttosto inquinata da un carico considerevole di contaminanti, come sabbia, limo, alghe o sali.
A volte le condizioni operative come temperatura, portata a livello dellacqua non sono neppure costanti. A causa di cio gli strumenti spesso non possono rilevare in maniera attendibile la presenza dellolio nellacqua o sulla superficie dellacqua.
A. Cordemann [1] ha provato e messo a confronto i metodi rintracciabili sul mercato per il controllo della presenza dellolio nellacqua o sullacqua.
Qui, viene discusso un metodo, che risulta essere il piu adatto a risolvere i problemi legati a questa misura.Rassegna dei differenti metodi di misura.
Per evidenziare la presenza degli oli nellacqua o sullacqua:
- misura mediante ultrasuoni;
- misure di conducibilita elettrica alla superficie dei liquidi;
- misure di capacita;
- misure basate sulla riflessione della luce (ad esempio raggio laser) ad opera della superficie dellacqua;
- estrazione dellolio con solvente ed analisi fotometrica del solvente di estrazione;
- misure di fluorescenza dellolio;
- estrazione degli idrocarburi nella fase gas (ad esempio mediante "strippaggio" con aria e loro rilevazione in fase gas (ad esempio con un FID);
- misure con un sensore a cavo: ovvero controllo delle variazioni delle proprieta elettriche di un determinato materiale sintetico causate dalla presenza degli idrocarburi, che penetrando dentro il materiale plastico ne cambiano la costante elettrica.
Moltissime applicazioni si riferiscono ad acque che contengono, oltre agli oli da rilevare, anche una grande quantita di contaminanti: sabbia, sali, alghe, melma, ecc.
Queste sostanze possono generare notevoli interferenze sulle misura.
I metodi che richiedono il contatto dei sensori con la superficie del fluido, ad esempio elettrodi immersi nel liquido, possono subire interazioni dovute a:
- sporco in sospensione;
- crescita di alghe;
- variazioni della superficie (onde, posizione)
E necessaria moltissima manutenzione per assicurare lattendibilita di tali misure.
Le misure soprattutto basate sul campionamento dellacqua comportano le seguenti problematiche:
- i campioni debbono essere prelevati soltanto in superficie. Un metodo questo spesso reso complicato da svariate problematiche e tecnicamente non facile;
- i contaminanti, che galleggiano in superficie disturbano il sistema di campionamento che necessita di continua manutenzione;
A causa delle difficolta incontrate con i metodi danalisi precedentemente menzionati, ci si e orientati verso la ricerca di un metodo che non permettesse al sensore di entrare a diretto contatto con il liquido.
Poiche gli oli, di cui si deve rilevare la presenza,normalmente galleggiano sulla superficie dellacqua, e sembrato opportuno che lo strumento andasse posto al di sopra del livello dellacqua e che dovesse utilizzare un principio di rilevazione degli oli basato su una opportuna radiazione, ma senza essere a contatto con il campione.
Tale principio e stato individuato nella misura della riflessione delle radiazioni elettromagnetiche dalla superficie del liquido.
Unidea di quanto sia sensibile questo tipo di rivelazione e fornito dallo stesso occhio umano, gia uno spessore infinitesimo dolio da origine a fenomeni di interferenza della luce che sono facilmente rilevabili dallocchio umano.
Anche in questo caso movimenti della superficie (onde) e particelle solide in sospensione, possono influenzare la misura.
Per rendere minima la loro interferenza, occorre trovare un metodo in grado di rilevare un "segnale caratteristico" proveniente dallolio in galleggiamento.
Questo segnale va poi raccolto da un detector che non abbia alcun contatto con il liquido.
Cio puo essere realizzato misurando la fluorescenza indotta nellolio:
- mediante la radiazione UV, le molecole dolio si eccitano e danno origine al fenomeno della fluorescenza;
- un detector ad alta sensibilita rileva lintensita di tale radiazione.
Tuttavia questo metodo puo ancora subire interferenze dovute a:
- radiazioni ambientali (luce diurna) e loro variazione di intensita;
- movimenti della superficie del liquido (onde, variazioni del livello dellacqua, ecc.).
Ad ogni buon conto, queste interferenze possono essere rese minime da una corretta progettazione e realizzazione dello strumento di misura.
Fluorescenza.
Principio
Lenergia radiante ( E1=n1 ) nellultravioletto, puo essere assorbita dagli atomi o dalle molecole grazie al raggiungimento da parte degli elettroni di uno "stato eccitato" a piu alta energia.
Quando gli elettroni tornano allo "stato fondamentale" emettono una radiazione a lunghezza donda superiore a quella assorbita, dando luogo al fenomeno della fluorescenza.
La restante energia viene emessa dal sistema sotto altra forma ad esempio come energia cinetica, (radiazione termica) (E3):
E1=E2+E3 La radiazione di emissione (fluorescenza) e caratteristica della sostanza esaminata. La figura 1 mostra il tipico spettro di emissione di una lamapada UV. La figura 2 mostra invece gli spettri di emissione dovuti alla fluorescenza di vari oli [2].
Come oli, tra le altre sostanze, sono annoverati anche composti aromatici.
Proprio a causa di cio ogni tipo di olio, ha una differente composizione chimica, e analogamente differente e lo spettro originato dalla fluorescenza: esso generalmente si colloca in un intervallo di lunghezze donda tra i 350 e i 500 nm (fig.2).
Selezionando opportunamente le lunghezze donda che provocano fluorescenza, si puo influire sulla sensibilita e la selettivita della misura e sui fenomeni di interferenza:
- Per le misure di fluorescenza occorre scegliere le lunghezze donda a cui gli oli danno una forte fluorescenza
- Per rilevare gli oli che galleggiano, ma non danno luogo a fluorescenza, occorre integrare nel sistema una misura di riflessione della radiazione proveniente dalla superficie del liquido.
Cio si ottiene selezionando la lunghezza donda di 408 nm: praticamente viene posto un filtro che permette il passaggio di radiazoni comprese tra 385 e 410 nm.
Il metodo di rilevamento della fluorescenza qui descritto ha una sensibilita dellordine di una goccia per metro quadro di superficie.
Occorre ricordare che cio dipende dal tipo dolio e da come viene installato il sensore: distanza dalla superficie, condizioni della superficie (onde, ecc.).Informazioni sul funzionamento
Lo strumento deve lavorare in continuo, richiedere una minima manutenzione ed essere soggetto a minime interferenze esterne.
Come esempio di uno strumento di questo tipo, qui di seguito viene descritto il FLUCOMAT (fig.3).Lampada
Per ridurre la fluorescenza, vengono utilizzate come fonte di radiazioni lampade UV, poste rispetto al detector in modo da poter permettere un grande angolo di rilevamento. Grazie a questa soluzione tecnica, le radiazioni dovute alla riflessione raggiungono il detector anche da superfici dacqua in movimento.La sensibilita non viene ridotta in modo apprezzabile da onde a 5 cm. di altezza.Ottiche
Il detector ottico dello strumento, viene posto a circa 40 cm. di distanza dalla superficie del liquido.Le variazioni di distanza tra lo strumento e la superficie dellacqua (ad esempio al variare del livello del liquido) superiori ai 10 cm. vanno compensate utilizzando un opportuno sistema di installazione (ad esempio un sistema a galleggianti).In caso contrario, la variazione dellintensita, che diminuisce con il quadrato della distanza, influenzera in maniera rilevante la sensibilita dello strumento.Per rilevare la radiazione viene utilizzato un fotomoltiplicatore.Controllo elettronico
Per rendere minima linterferenza della luce diffusa nellambiente, si utilizza una sorgente UV a luce pulsante. Anche il segnale in uscita viene demodulato in maniera analoga.La sensibilta del fotomoltiplicatore viene regolata da un circuito di misura indipendente.Il fotomoltiplicatore riceve un segnale a frequenza modulata proveniente da un LED. Tramite il segnale AC corrispondente si regola la sensibilita del fotomoltiplicatore ad un livello costante.Le eventuali variazioni di intensita della luce UV sono rilevate da un fotodiodo e messe in rapporto con il segnale proveniente dal fotomoltiplicatore. Il segnale "normalizzato" in questo modo, non e influenzato da variazioni di intensita della luce emessa dalla lampada UV.Controllo segnale
Il corretto funzionamento del sistema viene controllato e garantito da diverse misure:
- il buon funzionamento di ogni lampada e monitorata da "photoresistors"; In caso di malfunzionamento di una lampada, sia attiva un allarme;
- la frequenza con cui viene modulata la radiazione UV e controllata nellunita di processione del segnale;
- la sensibilita del fotomoltiplicatore e controllata tramite la misura di un segnale proveniente da un LED;
- in egual misura viene controllato il modulo preposto allalimentazione elettrica.
Eventuali malfunzionamenti sono indicati da quattro LED sul pannello di controllo. Un contatto comune e incaricato di segnalare un fuori servizio o un malfunzionamento in modo da far scattare un allarme nella "control room".
Esperienze pratiche
Misure in laboratorio
Un prototipo e stato sviluppato e messo a punto presso il BFI [3]. Lo strumento e stato collocato sopra una condotta dacqua corrente a cui di volta in volta venivano fatte aggiunte di oli diversi e vari contaminanti.Si potrebbe cambiare le condizioni di installazione, come la distanza tra sensore e superficie. Le condizioni del campione coma la portata, onde e schiume venivano variate in egual maniera [1].La figura 4 mostra la risposta di oli diversi, utilizzando un tipo di installazione da laboratorio.I risultati di queste esperienze hanno permesso di apportare alcune migliorie nella versione finale dello strumento descritto in precedenza.Misure in linea
Il rivelatore di olio Flucomat e stato provato presso la centrale di Emden della Preussen Elektra AG su due punti differenti dellimpianto:
- alluscita del sistema di raffreddamento ad acqua;
- alluscita dellimpianto di trattamento delle acque.
Controllo delle unita di raffreddamento ad acqua
Negli impianti di maggiore dimensione, come nel caso delle pompe per lacqua di raffreddamento di una centrale, e previsto un sistema di lubrificazione ad olio che il raffreddato attraverso uno scambiatore di calore ad acqua.Eventuali perdite nello scambiatore di calore porterebbero olio nellacqua di raffreddamento cha va scaricata in acque di superficie.In accordo con le leggi tedesche contro linquinamento delle acque occorre prendere ogni precauzione atta a prevenire gli inquinamenti. Per rendere minimo questo rischio, lacqua in uscita passa attraverso un separatore dolio, dove viene installato uno sfioratore (skimmer) con un opportuno rilevatore dolio.Lo strumento rilevatore della presenza dolio, deve segnalare la presenza di perdite in maniera affidabile, per permettere ai responsabili dellimpianto di intervenire tempestivamente.Il metodo della fluorescenza, come ricordato prima, e molto adatto a risolvere questo problema di misura: non vi e alcun pericolo di sporcamento del sensore dovuto a sostanze contaminanti e percio laffidabilita del sietma rimane inalterata anche per lunghi periodi in cui non vi e allarme per perdite dolio (che e poi il caso normale).Il controllo dellacqua in uscita in un impianto di trattamento delle acque
In una centrale elettrica tedesca normalmente ci sono acque di scarico:
- dal trattamento dellacqua di alimentazione del generatore di vapore;
- da diversi collettori presenti nellimpianto. Questi servono a raccogliere le perdite dai sistemi di lubrificazione, da differenti unita operative dai pozzetti di raccolta (per esempio sotto i trasformatori). Questi liquidi spesso sono raccolti in pozzi nei fondi degli edifici e pompati nellimpianto di trattamento delle acque.
In un impianto centralizzato di trattamento questo scarico puo essere trattato chimicamente. Alluscita dellimpianto di trattamento acqua alla centrale della Preussen Elektra AG ad Emden, il rilevatore di presenza di oli descritto prima e stato in passato installato per due anni. Esso si e dimostrato affidabile. La calibrazione e i test funzionali di controllo non vengono effettuati direttamente, perche i risultati comporterebbero un rilascio di olio dallimpianto di trattamento. Invece, lo strumento di rilevazione puo piu facilmente essere posizionato su una vasca piena di acqua vicino al punto di installazione on-line dove vengono poi fatte le aggiunte dolio goccia a goccia.
Applicazioni
Alcune tipiche applicazioni per il rilevamento dellolio sullacqua mediante il metodo della fluorescenza "senza contatto" sono:
- controllo dellacqua di raffreddamento (ad esempio nelle centrali elettriche);
- controllo dellacqua potabile (ad esempio nei luoghi destinati allapprovvigionamento dellacqua da potabilizzare o nellentrata degli impianti di potabilizzazione); impianti di trattamento delle acque (entrata ed uscita);
- aereoporti (uscita acque piovane);
- impianti petrolchimici (uscite delle acque piovane, uscita dei sistemi di drenaggio degli impianti di stoccaggio, e le pensiline di carico);
- fogne
- controllo degli impianti che scaricano le acque direttamente in acque superficiali (laghi,fiumi, ecc.)
Sintesi e conclusioni
Molti dei metodi di misura piu comunemente utilizzati per rilevare la presenza di olio sullacqua alluscita dei sistemi di raffreddamento, allentrata o alluscita degli impianti di trattamento delle acque, negli impianti di produzione e sulle acque superficiali, danno problemi quando sono chiamati ad operare per lunghi periodi di tempo.Sono stati provati diversi metodi di misura e diversi strumenti per la rilevazione dellolio.I test hanno stabilito che la rilevazione mediante fluorescenza č un metodo che non richiede contatto con il campione, e risulta il piu adatto, per superare questo genere di problemi di misura.Bibliografia
[1] A. Cordemann, Diplomarbeit Fachhochschule Ostfriesland, D-26723 Emden, 1990,
[2] MONITEK - Gmbh, D-40470 Dusseldorf;
[3] Betriebsforschungsinstitut in Verein Deutscher Eisenhuttenleute, D-40237 Dusseldorf
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analizzatori per olio nelle acque sono costruiti dalla :
MONITEK e rappresentati in Italia dalla AST ANALYTICA srl
- Genova - Per informazioni si prega di contattare : ( The Oil in Water analyzers are manufactured by MONITEK and represented in Italy by AST Analytica srl Genova - For information pls contact :) |
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